Riccardo Rossi, livornese del ’49,
come molti suoi coetanei ha cercato di imparare a suonare la chitarra
sull’onda dei Beatles, iniziando a suonare in complessini e scrivendo
le proprie canzoni.
Grazie a De Andrè ed a I Gufi, all’università ha scoperto
il poeta francese George Brassens,
del quale ha tradotto alcuni testi; da qui, ad iniziare a scrivere proprie
canzoni di cabaret, il passo è stato breve.
Infatti è stato nel ’69 che con tre amici ha dato vita al complesso
di cabaret ” I Monatti “, e all’inizio degli anni ’70
ha fatto parte del gruppo del “Refettorio” dove ha effettuato numerose
serie di esibizioni sotto la guida dell’ex
Gufo Roberto Brivio.
Nel ’72 la laurea in Fisica Cibernetica lo porta all’insegnamento
universitario e ad un’attività manageriale nelle
multinazionali dell’informatica, facendogli abbandonare il cabaret.
Ma il desiderio di ricominciare non si è mai sopito, e quindi eccolo nuovamente
pronto a scrivere testi e musiche,
con in serbo un grande desiderio: presentarle a qualcuno!